TRAMA
Una donna sposata, di nascosto, visita il set dello Sceicco Bianco, il suo eroe dei fotoromanzi. Il marito sospetta il tradimento.
RECENSIONI
Il Fellini degli esordi: più tendente alla commedia leggera su di un racconto non troppo composito, imperniato sui temi del Sogno e dell'Onore. Ma c'è già tutto l'inconfondibile sarcasmo malinconico con cui disegna i miseri personaggi, dirige le recitazioni (Alberto Sordi gigioneggia ma è giustificato, imitando Rodolfo Valentino), tende al surreale, apporta la sua esperienza da vignettista umoristico e anticipa sul set fotografico della finzione il mondo circense con cui permeerà tutto il suo cinema a venire (già presentato nel precedente, diretto a quattro mani con Alberto Lattuada, Luci del Varietà). Alla luce, inoltre, di 40’ minuti di scene tagliate rinvenute nel 2000 (imposte dalla produzione e/o dal costume), fra cui una in cui il marito si ritrova nel letto una prosperosa prostituta, forse più che “leggero” era un Fellini menomato. La sceneggiatura è firmata anche da Michelangelo Antonioni (che aveva già affrontato il mondo del fotoromanzo nel suo cortometraggio del 1949, L’Amorosa Menzogna), Ennio Flaiano e Tullio Pinelli. Fu un fiasco commerciale.

