TRAMA
Il pistolero Trinità arriva in città: lo sceriffo è suo fratello, detto Bambino, un ladro di bestiame sotto mentite spoglie. Si uniscono per aiutare una comunità di mormoni che il prepotente allevatore locale vuol far sloggiare.
RECENSIONI
“Trinità”, con il suo successo da tre miliardi di lire, diede origine al western comico all’italiana e al duraturo successo del duo Terence Hill e Bud Spencer, proposto dal produttore Italo Zingarelli che l’aveva sotto contratto caldeggiandone il talento da commedia dopo la trilogia più seriosa di Giuseppe Colizzi. All’inizio era nato come costola dello spaghetti western alla Sergio Leone (ci sono gli stessi tempi dilatati) ma in corso d’opera e volutamente ne è diventata una parodia, accentuando quest’aspetto anche in fase di doppiaggio (Pino Locchi per Terence Hill e Glauco Onorato per Bud Spencer). Il regista E. B. Clucher (alias Enzo Barboni), ex-direttore della fotografia passato alla regia quello stesso anno, è anche sceneggiatore ma le direttrici del racconto sono fra le più banali (il solito I Sette Samurai): sono i dettagli e i modi a fare la differenza, i riusciti cambi di registro fra la commedia inverosimile (fagioli all’uccelletto compresi) e il dramma, la simpatia dei due protagonisti sporchi, grezzi e bonaccioni, con il tipo buono scorbutico alla Ollio di Bud Spencer e quello da simpatica canaglia di Terence Hill, che sa unire il carisma di un pistolero imbattibile con le mosse buffe di Stanlio. Barboni dirige (in Abruzzo) con intelligenza e senso dell’umorismo: sono molte le scene entrate nella memoria con la loro riuscita ironia, quasi tutta giocata sui bisticci della coppia e sulla spavalderia di due imbattibili che si prendono gioco dei bulli del Far West. Peccato per una seconda parte che va un poco in panne dopo una partenza strepitosa (l’entracte indolente di Terence Hill su slitta indiana, i dettagli sul vestiario da straccioni, la scarpetta). Si chiude con il marchio di fabbrica (in seguito) della coppia, una lunga scazzottata pensata come un numero di musical (da Sette Spose per Sette Fratelli, dice Terence Hill), per bandire per sempre dal genere le pistole e la violenza.

