Drammatico, Recensione

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE

Titolo OriginaleThe unbearable lightness of being
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1988
Durata173’

TRAMA

Praga, 1968: il chirurgo Tomas, sposato con Tereza, ha un’intensa relazione sessuale con Sabina. Quando i carri armati sovietici invadono la città, si ritrovano tutti e tre a Ginevra.

RECENSIONI

Kaufman, del noto romanzo di Milan Kundera, privilegia la messinscena dell’erotismo, mentre tenta di replicare l’eleganza della scrittura con una messinscena impregnata d’atmosfera, cullata da un buon commento sonoro (ottima anche l’idea di inserire filmati reali dell’invasione sovietica). Dietro le righe, però, non manca di toccare le sottili metafore ciniche e i discorsi più profondi del testo, facendo dell’infedeltà il cardine su cui disquisire dell’Essere, replicando l’ambiguità con cui Kundera distanzia la gelosia dall’amore e pare dividere i fedeli e (più) deboli (per cui l’Essere diventa pesante) e gli insensibili, infedeli (più) forti (per cui l’Essere è leggero). Del resto, lo scrittore ha seguito ogni passo della produzione e ne è rimasto soddisfatto (insieme a Forman e Němec). Kaufman ha evidenti intenti autorali (arty, direbbero nei paesi anglosassoni) e riesce, infine, a trasmettere un insostenibile senso di pessimismo. Ottimi interpreti (mettendoci anche il simpatico maialino “Mefisto”).

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