TRAMA
Calais, temporaneo approdo per gli esiliati di tutto il mondo.
RECENSIONI
Difficile, nonostante ogni piano trasudi passione politica, digerire i 127 minuti sgranati e volutamente “non finiti”, e non (mal?) montati, di questo Esilio e il Regno. Il messaggio fa il documentario, viene prima: che sia diretto, immediato, poco conta la confezione. Dunque, ecco Calais, città costiera dove molti migranti si raccolgono sperando di attraversare la Manica raggiungendo il Regno: lo sguardo dell’istanza mostrante pedina i “sans papier”, entra nello loro case, fronteggia “les flics”, segue alcuni militanti in azione. Possiamo capire le sgrammaticature nella mise en plan della “realtà esterna”, ma quando esse si ripropongono anche nelle interviste frontali a camera fissa (l’intervistato è sempre decentrato e mal illuminato) non possiamo esimerci dal sospettare che siano frutto di una noncuranza eretta a (anti)sistema (dunque programmata e programmatica), rispondente ad una retorica dell’immagine brutta. Un irritante pauperismo “bobo” di facciata e salottiero che compromette l’efficacia di un prodotto altrimenti interessante.
