Arti Marziali, Fantasy, Recensione

LE SETTE SPADE DELLA VENDETTA

Titolo OriginaleYi tin to lung gei: Moh gaau gaau jue
NazioneHong Kong
Anno Produzione1993
Durata95’

TRAMA

Sei scuole di arti marziali contro la Setta del Male: il bersaglio è la spada del potere, il nemico comune è il governo che manovra di nascosto per mettere gli uni contro gli altri.

RECENSIONI

Prologo: la Leggenda. Spade d'oro del potere, epici maestri di varie scuole di kung-fu, Romeo e Giulietta che si suicidano di fronte al figlio che sogna vendetta ma trova l'impotenza da un incantesimo malefico. Jing Wong, fra eleganti dolly e scene di massa da kolossal, ci immerge subito in un "altrove" dove l'onore, l'eroismo, la pace e l'amore combattono sin dall'alba dei tempi contro la menzogna, la violenza, l'ambizione, la vigliaccheria. Il crescendo di "conoscenza" delle arti marziali da parte di Jet Li è un perfezionamento avvolgente, seducente, magnifico dell'intera pellicola che incanta nelle trovate pittoresche (il maestro legato al masso, le battaglie campali con coreografie di colori, le trappole a suon di scudi volanti e finte sabbie mobili), meraviglia nei vari "balletti" a mezz'aria ideati da Sammo Hung, fa sorridere negli intermezzi con commedia piccante, dove l'Eletta (deliziosa) e la Tentatrice (la figlia dell'Imperatore, talmente infida da essere sexy) si contendono l'eroe con l'energia solare (e non è Daitarn 3). Non manca all'appello l'umorismo (a sfondo sessuale, per lo più), fra erezioni inattese, verginità obbligate, monaci violentatori e spogliarelli guidati (quando Jet Li si benda e denuda la principessa…). Primo insegnamento: mai fidarsi delle donne, specialmente se belle. Secondo insegnamento: è cosa buona e giusta accumulare potere senza farne l’unico scopo di vita. Talmente generoso, bizzarro (il maestro simil Dracula…), sublime da meritarsi il perdono di un finale tronco che rimanda ad una seconda parte (La Leggenda del Drago Rosso).

Spietati - Recensioni e Novità sui Film