TRAMA
L’uomo in cinque diverse epoche storiche: primitivo, romano/siciliano, medievale innamorato, portoghese in Africa, divorziato oggi.
RECENSIONI
Un'occasione mancata per lo scozzese Bill Forsyth, che aspira a raccontare l'uomo attraverso diecimila anni di Storia e a scoprire il segreto della felicità. Ricorda il Claude Lelouch della Belle Histoire (anche per gli ammiccamenti e la superficialità), mentre l’autore insiste nella sua poetica favolistica che ama girare in esterni naturali e adottare una precaria via di mezzo fra il tono leggero e le mire filosofiche. Come in altre sue opere (Local Hero) i segnali di spessore e i simbolismi si sciolgono come neve al sole in una struttura narrativa esile, poco generosa di annotazioni. Non di meno, il suo è un prodotto interessante, intrigante e persino toccante, soprattutto nell'ultimo episodio, che però abusa del tipico melodramma dei "figli del divorzio", mentre il terzo, quello con Anna Galiena piena di vita, è senz’altro il migliore, anche perché la storia d'amore raccontata è deliziosa (e inizia, peculiarmente, con la coppia che si spulcia a vicenda). Peccato che i fattori in comune ai diversi racconti (la schiavitù, vera o del denaro che sia, la ricerca di una casa, della famiglia o dell’amata, le figure negative dei sacerdoti) siano troppo esigui, e che Robin Williams si stia abbonando sempre più a ruoli sentimentali e poco comici. La voce fuori campo (in originale) sarà anche di Theresa Russell, ma alla lunga infastidisce.

