Documentario, Drammatico, Recensione

LAS HURDES

NazioneSpagna
Anno Produzione1933
Durata27’

TRAMA

RECENSIONI

Nelle Hurdes, gli Hordenos abitano in villaggi poverissimi, dimenticati da dio: solo quando venne costruita una strada, nel 1922, si seppe della loro esistenza. Sono affamati, deformati da matrimoni consanguinei, da malattie varie (malaria compresa), avviliti (“Non cantano mai”) dalla strenua, impari lotta contro la Natura, da sciami d’api assassine e terre infeconde, da straripamenti del letto del fiume e lande rocciose o impervie. Vivono nell’arretratezza più inimmaginabile, in casupole con una sola stanza, ammassati. In un documentario durissimo in cui non teme di guardare in faccia la morte e l’orribile nel miglior/peggior spirito surrealista, Bunuel denuncia queste condizioni e la sua pellicola in Spagna venne vietata. Immagini maledette che sono un pugno nello stomaco, memorabili e insostenibili con la riserva etica di essere, a volte, gratuite se non procurate: ad esempio nella scena della capra, ripresa da due angolazioni, sotto e sopra la montagna, che si sfracella “per caso” nel dirupo, con la voce fuori campo ironica che commenta che è l’unico modo per aver carne da mangiare; Oppure nella scena della morte in diretta dell’assassino mangiato dalle api. Infanti morti, donne di trentadue anni che ne dimostrano settanta: la crudeltà visiva in un realismo documentario tanto atroce da sublimarsi in requisitoria. Comunque sia, potente e senza falsi pudori. Girato nel 1932, sonorizzato nel 1937.

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