TRAMA
1500: un gruppo di mercenari è assoldato dal nobile Arnolfini per riconquistare la propria città perduta. Fra loro c’è il malvagio Martin, che rapisce e violenta Agnese, promessa sposa di Stephan, pronto a riprenderla.
RECENSIONI
I tempi erano durissimi fra superstizioni, stupri e assassinii gratuiti: terreno ideale per il cinema violento e crudo di Verhoeven (che lo aveva già frequentato nel 1969 con il serial televisivo Floris, sempre con Rutger Hauer), che non perde mai occasione per sottolineare la malvagità e la schifosa meschinità dell’animo umano. Quasi tutti i personaggi, che siano uomini o donne, in assenza di leggi autoritarie, esternano egoismo, opportunismo, bestialità e stupidità. Il regista olandese non è capace di tocchi di classe, lirismi, equilibrio drammaturgico (le scene si accavallano in un pastone), realismo storico (una ricostruzione più vicina al mito), coerenza narrativa (le dinamiche del racconto sanno essere molto inverosimili): ma è innegabile il suo senso figurativo (i colori a sangue restano impressi) e di narratore coinvolgente (i bassi istinti), fra buone invenzioni e copiosa azione.

