Commedia, Recensione

LA VERGINE SOTTO IL TETTO

Titolo OriginaleThe Moon is blue
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1953
Genere
Durata99’

TRAMA

La ventitreenne aspirante attrice Patty conosce, sull’Empire State Building, un architetto scapolo: lei si dichiara vantando la propria verginità, ma inizia a farle la corte il padre libertino dell’ex-fidanzata del giovane.

RECENSIONI

Otto Preminger aveva prodotto a Broadway la versione teatrale di questa commedia di F. Hugh Herbert (1951, sempre con Maggie McNamara) e sfidò il codice censorio Hays (sconfitto in tribunale) nel trasporla per il cinema, assumendosi anche la responsabilità della produzione: per quei tempi, era scandaloso un racconto che non faceva altro che parlare di sesso, con termini proibiti quali “verginità”, “amante” e “seduzione”, messi in bocca al candore senza malizia (e peli sulla lingua) della protagonista: quest’ultima è l’asso vincente di una pellicola logorroica come lei, sin troppo teatrale ma con buon uso degli spazi (si svolge quasi tutta in un appartamento) e forte di uno scambio veloce di battute feroci. Se invecchia nel costume è perché, per combattere con il sorriso l’ipocrisia di certi tabù, ne usa altri legati ai tempi e alle usanze del periodo ma si deve dare atto a Preminger di aver contribuito, con il suo cinema, a liberare la donna-oggetto: messo al bando dall’associazione produttori e dalle autorità cattoliche, il film venne da lui difeso a spada tratta. Bravissima Maggie McNamara a rendere questo peculiare personaggio scardina-schemi, impagabile anche il “depravato” di David Niven. Più legnoso, invece, William Holden.

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