TRAMA
Jean-Paul e Marianne sono una coppia in vacanza in una villa con piscina: arriva un padre con la figlia diciottenne che tenta di sedurre Marianne.
RECENSIONI
Punto di svolta, al contempo inconsueto e pretenzioso, nella filmografia di un regista di polar: l’azione è sostituita dalla tensione psicologica, la traccia thriller/gialla passa attraverso un noir con erotismo cerebrale e una sospesa, quasi surreale, patina riflessiva che non sempre colpisce nel segno. La scabrosità dello scambio di coppie (e non solo: vedere la scena del gazebo dove Romy Schneider si fa frustare da Alain Delon) e la sensualità sono algide, quasi inquietanti e sottolineate dai dialoghi raffinati e anticonformisti di Jean-Claude Carrière (lei: “Ti amo”; lui: “Non dire sciocchezze”) che volutamente, a suo dire, ha cercato la rarefazione delle battute affinché la regia si concentrasse maggiormente sui corpi e la loro eloquenza. Lo scopo di entrambi è antiborghese: fare sì che il contesto raffinato e ostentatamente amorale di chi vive nel lusso sia spezzato dall’urgenza dei sentimenti passionali. Languori difficili da dimenticare in un contesto sontuoso (una villa a Ramatuelle, nei pressi di Saint-Tropez): girato anche in versione inglese, ebbe molto successo in patria, mentre in Italia è uscito con un minutaggio inferiore.

