TRAMA
Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato.Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi.
RECENSIONI
Il caso di cronaca da cui il film prende le mosse è noto e appassionante (consultare lo speciale di Un giorno in pretura e due puntate del podcast Indagini di Stefano Nazzi), anche se il film nasce da una pièce teatrale che a quel fatto si ispirava (Se non sporca il mio pavimento di Gioia Salvatori e Giuliano Scarpinato), poi adattata in una sceneggiatura vincitrice del premio Solinas: Gelormini la mette in scena conservandone la tensione drammatica e svincolandosi dall'estetica verista che la realtà dell’evento avrebbe potuto suggerire, per approdare a una dimensione quasi visionaria, quella di una dark fable che, pur restando ancorata ai fatti reali, li trasfigura. Tra Gioia - docente chiusa in un microcosmo familiare che non ha mai lasciato - e Alessio - suo allievo che si prostituisce e intrattiene una relazione sessuale con un amico della madre - si sviluppa un'intesa clandestina e vitale, un rifugio emotivo che sembra offrire a entrambi una via di fuga. Ma se Alessio è ossessionato dalla necessità di un'emancipazione sociale rapida, Gioia, travolta per la prima volta dalla tempesta dei sentimenti, è creatura vulnerabile, facile preda del fascino del ragazzo. È l'incontro di due marginalità agli antipodi: quella di una donna che vive in un microcosmo protetto e soffocante e quella di un giovane che affronta la realtà nella sua durezza cercando di piegarla ai propri bisogni. E indirettamente uno scontro a distanza tra due figure materne cruciali, ciascuna a suo modo.
A colpire, al di là della solida scrittura, è come Gelormini esplora i moti interiori dei protagonisti, facendo emergere attraverso la messa in scena le collisioni tra due mondi e due solitudini differenti, tra bisogno di essere amati, amore reale, diseducazione al sentimento. Una sensibilità che si riflette anche nel trattamento dei personaggi: alla dimessa Gioia, interpretata da una Valeria Golino in geniale controruolo, rispondono la madre-virago Jasmine Trinca, sospesa tra una dark lady e la strega cattiva di Biancaneve, e Alessio/ Saul Nanni, bello e dannato, ambiguo e manipolatore, vero nodo di ambivalenza nel leggere la relazione sbilanciata e tragica che è il centro del film.

