TRAMA
Ora in pensione, l’ex insegnante Carlo ricorda le vicissitudini della sua famiglia.
RECENSIONI
Divertente, amaro, malinconico microcosmo allegorico dove la Storia vive attraverso il minimalismo con cui Scola inscena la sua saga familiare. L’autore sorprende per la maestria e l’eleganza con cui immagina la voce degli oggetti e delle stanze per far “sentire” il mondo esterno e non l’occlusione delle quattro mura, per il modo in cui al contempo circoscrive e libera l’ambiente con la macchina da presa (è tutto girato all’interno di un appartamento, con tonalità di colore tenui). La sceneggiatura è magistrale nel modo in cui evoca, senza mai declamare, le sensazioni e le riflessioni: perché lo sfondo ambientale e storico, infine, diventa secondario rispetto alla matrice esistenziale, quella che si focalizza sul Tempo che scorre (anche) indifferente. Mentre Carlo/Gassman è il punto di riferimento dello spettatore per questo viaggio dell’anima, la struttura è corale, incastonata in nove flashback, senza mai perdere di vista un sentire unico, che riempie il cuore nell’accettazione serena delle vie della Vita.

