Commedia, Recensione

LA DAMA E L’AVVENTURIERO

Titolo OriginaleMr. Lucky
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1943
Genere
Durata100’

TRAMA

Nel 1941, per evitare il servizio di leva, il proprietario di una bisca galleggiante assume l’identità di un greco morente. Poi cerca di convincere l’Ufficio Vittime di Guerra a investire su di un ballo con annesso gioco d’azzardo, ma la direttrice non si fida di lui: deve conquistarla.

RECENSIONI

H.C. Potter, autore di una follia irripetibile come Hellzapoppin’, sforna un’altra perla, perfetta nell’amalgama di registri, trovate, recitazioni e messinscena della drammaturgia. Parte con la commedia pura, con l’impagabile Cary Grant sornione e cinico, elegante truffatore e irresistibile intrallazzatore; arriva al film psicologico, con la “dama” (il titolo italiano è terribile) che confessa al nonno di amare il farabutto per il carattere forte simile a quello del progenitore e, in una scena successiva, presenta a Mr. Lucky (titolo originale: “Fortuna” è anche il nome dell’imbarcazione) i ritratti dei propri avi, per completare un indiretto trattato sull’influenza dei geni di famiglia; si entra nei territori del sentimento, della presa di coscienza morale, del cruccio religioso (la scena di Grant in chiesa, illuminato da una lettera “patriottica”, molto fine nella scrittura, redatta dalla madre dell’uomo cui ha rubato l’identità) e si termina nel mélo tragico. Ottimo soggetto di Milton Holmes, ispirato a un personaggio realmente esistito che, nel 1936, organizzò un gioco d’azzardo truccato per donarne i proventi a una comunità ecclesiastica. Potter sorprende per alcuni tocchi di classe tecnici e abita con disinvoltura tutti i cambi di registro, aiutato dalla bravura del protagonista, capace di passare, senza colpo ferire, dallo sguardo mascalzone a quello colmo di rabbia per il proprio retaggio, da quello responsabile a quello sofferente: in particolar modo, questo capita in una scena in cui gli cade la “maschera”, facendo intuire che la donna stia pian piano rapendo il suo cuore (meravigliosa scrittura). Nella versione originale è divenuto famoso lo scambio di battute fra i due protagonisti in slang australiano e statunitense in rima, che la versione nostrana traduce come può. Interpreti eccellenti, personaggi che sono adorabili, ognuno a modo suo, dal primo all’ultimo. Ha dato origine a una serie TV tardiva, nel 1959. Quel che stupisce è che Potter firmerà almeno un altro cult, La Casa dei Nostri Sogni, eppure né allora né a distanza di tanti anni qualcuno si ricordi di lui.

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