Fantasy, Recensione

LA CITTÀ PERDUTA

Titolo OriginaleLa cité des enfants perdus
NazioneFrancia
Anno Produzione1995
Genere
Durata112’

TRAMA

In una città non ben identificata nel Tempo e nello Spazio, i “ciclopi”, setta di fanatici ciechi, rapiscono i bambini e li consegnano in mezzo al mare a creature di laboratorio guidate da un vecchio che non riesce a sognare.

RECENSIONI

Sorta di Léon in Brazil dove, come nel precedente Delicatessen, il mondo si divide in sognatori e predatori e l’estetica è improntata ad un fumetto surreal-grottesco d’avanguardia. Jean-Pierre Jeunet (messinscena) e Marc Caro (direzione artistica), però, questa volta guardano molto di più al realismo poetico di Carné e Prévert. Il loro è un kolossal che non ha incontrato lo sperato successo di pubblico e ha, in parte, decretato lo scioglimento sostanziale del duo (Caro parteciperà spesso, in futuro, ai progetti di Jeunet, ma non più come co-autore). Figurativamente è meraviglioso quest’universo di meccanismi-giocattolo (effetti speciali di Pitof), incantano gli occhi la fotografia e le scenografie, ma la drammaturgia soffre per una messinscena barocca, debordante che lascia poco spazio al climax, alla conoscenza dei personaggi e alla comprensione delle tematiche messe in campo.

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