TRAMA
La piccola Chihiro è in macchina con i suoi genitori e si sta dirigendo nella nuova casa. Il padre sbaglia strada e la famiglia si trova davanti a una grande costruzione in apparenza abbandonata. L’entrata è un lungo e buio cunicolo. Chihiro vorrebbe non entrare ma segue i genitori che, incuriositi, vogliono scoprire dove sono capitati.
RECENSIONI
La città fantasma prende spirito: rane e ravanelli colossali, teste rotolanti e bebè giganti, fuliggine operaia e uomini-ragno, draghi e fiumi inquinati, arpie e streghe macrocefale. Alice (nel paese delle meraviglie), per sopravvivere, dovrà impadronirsi della propria identità e imparare le buone maniere, l'altruismo, il sacrificio, l'indipendenza e il coraggio. Questo mondo incantato/incantevole esiste per insegnarle che non tutto è ciò che sembra, che la paura è spesso ingiustificata e che la malvagità nasce dallo squilibrio: l'inquietante ambiente della caldaia diventa presto confortante (la buffa fuliggine in sciopero!) e persino il personaggio più crudele (Yubaba) mostra del cuore quando s'apparta con il MaxiBebè (prepotente solo perché viziato). D'altro canto, non si diventa affidabili solo se generosi: lo Spirito senza Volto, simbolo del Moderno che ignora i legami con la Tradizione, crede di poter colmare il proprio vuoto esistenziale fagocitando tutto ciò che lo circonda e comprando il rispetto altrui con l'oro. Il vero orrore, sussurrato, è retaggio umano: l'avidità di denaro, l'inquinamento (il dio "lavato" da Chihiro), la rimozione del letto dei fiumi (il Drago senza nome), l'ingordigia (i genitori che s'ingozzano come maiali). Nel microcosmo edificante di Miyazaki non ci sono contrapposizioni e semplificazioni, vige l'equilibrio perfetto della Natura, dove Male, Bene, Animale e Divino sono interdipendenti. Il suo anime con l'anima insegna lo sguardo all'occhio ancora incontaminato del fanciullo, i suoi disegni a mano sono una presa di posizione dell'Hi-fantasy contro l'Hi-tech, i suoi percorsi di formazione lasciano al divertimento (il topolino e la zanzara, che spasso!), al calore del cuore e allo stupore il compito di spargere senza sottolineature le allegorie. L'ultima prova per diventare grandi è un viaggio di sola andata (il treno sull'acqua) verso l'immaginazione più salutare, con la speranza che, attraversando il confine fra Sogno e Realtà, i colori della vita e l'anima(zione) di Miyazaki non restino prigionieri di un mondo invisibile.

