KABULI KID

Anno Produzione2008

TRAMA

A Kabul un tassista carica sulla sua auto una donna, totalmente coperta dal burqa, con un bambino in braccio. Il neonato viene abbandonato dalla madre nella vettura e il tassista inizia a girare per la città cercando la donna o un posto dove lasciare il piccolo.

RECENSIONI

Città dolente

Il documentarista Barmak Akram debutta nel lungometraggio con un'opera che è la perfetta fusione tra finzione e realtà. La storia è infatti inventata (anche se potrebbe essere vera), mentre i luoghi, i volti, le strade, l'atmosfera che si respira e le emozioni veicolate sono rigorosamente vere. Quello che Akram regala allo spettatore è un viaggio nella Kabul odierna, dopo che la caduta del regime talebano non ha portato il benessere auspicato. La vera protagonista è quindi la città, con le sue grandi strade polverose invase da un traffico impazzito di auto e di anime in continuo fermento (almeno fino all'ora del coprifuoco). Molto interessante anche avere l’occasione di entrare nella quotidianità di un nucleo familiare locale, ottima opportunità di confronto su stili di vita differenti. Il cinema, però, non soccombe all'analisi antropologica e sociale di Akram. Il regista non si accontenta infatti di farsi portatore dell'aggettivo "necessario", ma si rende invisibile per immergere lo spettatore in sapori, odori, tradizioni della sua terra natia (è rifugiato in Francia dall'età di quindici anni). Può sembrare poco, invece è la miracolosa e sempre più rara capacità di un regista di mettersi da parte per lasciare parlare le immagini attraverso la forza del racconto. La sensazione è quella di essere adottati virtualmente da una famiglia di Kabul per novantacinque minuti. Tra l'altro Akram evita cadute nel patetico, nonostante il soggetto incentrato sull'abbandono di un neonato, mostra i personaggi nelle loro contraddizioni (il protagonista si lamenta delle donne che portano ancora il velo ma lo fa portare alla moglie) e ne evidenzia l'umanità, subordinata a una contingenza incandescente. Superlativo il protagonista Hadji Gul che non recita, ma vive il personaggio sulla sua pelle.

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