Azione, Recensione

MAX PAYNE

TRAMA

Uno dei tre assassini di moglie e figlia non è stato preso: il detective Max Payne indaga per conto proprio e s’imbatte in un gruppo di tossici che ha delle visioni di mostruosi uomini alati.

RECENSIONI

L’ennesimo videogioco (del 2001) portato sul grande schermo possedeva già un’estetica cinematografica, replicava le “coreografie” di Matrix, il pathos lirico di John Woo e poneva il giocatore in elaborati ralenti circolari durante gli ammazzamenti. Sarà per questo che al mediocre John Moore questa volta riesce una pellicola pregevole a livello figurativo, soprattutto per fotografia, scelta di ambienti, giochi di luce e inquadrature creative. E la sua messinscena ludica, epica, sparatutto e da spot è perfetta per pellicole del genere (mentre era tremendamente fuori luogo in Behind Enemy Lines): il problema è la trama, stereotipata e prevedibile, con un’unica idea davvero valida, quella delle soggettive drogate fra valchirie e porzioni d’Inferno.

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