Azione, Fantascienza, Recensione

INTERCEPTOR

Titolo OriginaleMad Max
NazioneAustralia
Anno Produzione1979
Durata88’

TRAMA

In un futuro prossimo, una violenta banda di motociclisti fuori di testa uccide un poliziotto per vendicare la morte di un compagno. Max, collega e amico della vittima, decide di dimettersi, ma il destino lo porta di fronte agli assassini.

RECENSIONI

Paradigmatico exploit di George Miller, regista di origine greca che, dopo la professione medica e un paio di cortometraggi, si autofinanzia l’esordio nel lungometraggio con trecentocinquantamila dollari per dodici giorni di riprese e incassa in tutto il mondo più di cento milioni: prima di The Blair Witch Project, il film ha detenuto a lungo il primato nel rapporto costi/ricavi, lanciando la stella di Mel Gibson. È un B-movie distopico, un road movie e un western di vendetta, realizzato nel formato Todd-AO 35 che dilata lo schermo, che esaspera il cinema dell’amato Roger Corman alla ricerca continua dell’effetto facile su motori e violenza, spesso con espedienti ingenui e maldestri, ma all’insegna di un affascinante modo secco e d’impatto di girare: la seconda parte, pur mantenendo una drammaturgia rozza, procede per catarsi selvaggia ed efficace. Quel che si percepisce, e che non era mai stato fatto prima, è un senso di anarchia folle e amorale che nasce da esistenze dove non si ha più nulla da perdere. Miller deve aver pensato anche a The Cars that Ate Paris di Peter Weir, con le sue auto modificate (qui ridipinte a ogni scena, per far sembrare che siano di più) e guidate da pazzi assassini (nel caso, una vera banda di motociclisti). Purtroppo, la versione italiana che, al posto di Mad Max, preferisce richiamare il nome dell’auto che guida, è quella americana, distribuita con tagli plurimi per evitare la censura.

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