Drammatico, Recensione

IL VILLINO INCANTATO

Titolo OriginaleThe Enchanted Cottage
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1945
Durata92’

TRAMA

La sgraziata Laura e la padrona del villino, una vedova che ha fermato la propria vita quando ha perso il marito, accolgono in casa un reduce di guerra sfigurato. Quest’ultimo rinuncia all’amore della bella moglie preferendole Laura e l’amicizia di un pianista cieco.

RECENSIONI

Già portata sullo schermo da John S. Robertson nel 1924, questa nuova versione della commedia di Arthur Wing Pinero (1922) conferma le doti di John Cromwell nel melodramma sentimentale: anche Non puoi Impedirmi d'Amare era struggente ma confortante, tanto magico/metafisico quanto originale ed eccentrico nei temi affrontati e nei personaggi dipinti. Entrambe le opere circondano gli esseri sofferenti protagonisti con caratteri "saggi" (qui il pianista cieco, là il medico) che si adoperano nello spargere speranza, e con persone irrimediabilmente egoiste (là era l'ex moglie, qui la madre del reduce). Il regista è molto abile nell’orchestrare le emozioni per far trionfare il Bene dopo aver sommerso lo spettatore nella meschinità che popola il mondo. Un piccolo artigiano-autore sconosciuto, che prediligeva le favole irreali e i rifacimenti di pellicole mute. Attenzione alla versione da 78’ che circola tradendo quella originale di 92'. Nonostante il titolo italiano, il doppiaggio preferisce infine tradurre “enchanted cottage” con “la dimora incantata”.

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