TRAMA
A Pete Wilson, star del rugby, viene diagnosticato un soffio al cuore: non dice niente alla bella e ambiziosa moglie, per paura che lo lasci. Ma non gioca più bene, temendo per la propria vita.
RECENSIONI
Noir in sport: dopo Catene della Colpa, un altro gigante buono innamorato della donna sbagliata. Il contesto, ovviamente, cambia il genere: si racconta, anche, della dura vita degli sportivi di allora che, se non risparmiavano adeguatamente, terminata la stagione finivano sul lastrico. La bellezza del film, comunque, la fa la sceneggiatura di Charles Schnee (Il Fiume Rosso, La Donna del Bandito) che l’intelligente Jacques Tourneur coglie in tutte le sottigliezze: basti notare come riesce, con una scena non convenzionale o di raccordo o risaputa, a dare un volto tridimensionale anche ai comprimari, come il “boss” della squadra interpretato da Lloyd Nolan, descritto sia attraverso il rispetto che ha per il talento del protagonista, sia nell’adorabile senso di protezione nei confronti della nuora interpretata da una fantastica Lucille Ball, classica terza del triangolo, eletta vs. tentatrice, che l’indissolubilità del matrimonio non premierà e cui Schnee fornisce battute impagabili (i battibecchi con Victor Mature, il continuo finto odio con attrazione); c’è anche il “vero amico” impersonato da Sonny Tufts, la confidenza che ha con il campione, introdotta con la bellissima prima scena in cui anche sua moglie dimostra tutta la propria adorazione. Il film, quindi, è generoso di piccoli dettagli non convenzionali che rendono il dramma, edificante fin dal titolo originale (contro le viziate capricciose e gli imbecilli innamorati), prezioso.

