TRAMA
Un giovane deve prendere il treno per la città, ma s’innamora d’una donna che vive isolata e dice di odiare gli uomini.
RECENSIONI
Un pericoloso vortice d'acqua, un corvo inquietante che osserva e custodisce la donna anche contro la sua volontà, l'ambientazione in un crepaccio abissale attraversato da lunghe scalinate verso la ferrovia. Bufere di neve violente, l'angoscia che nasce dall'ultimo treno da prendere, mentre la donna fatale si prende gioco del giovanotto candido e semplice. Quello di Frank Borzage è un cupo melodramma d'amore intinto nell'horror e nel gotico. È magistrale il gioco di sguardi ed espressioni che orchestra nell'attrazione reciproca fra Bene e Male, fra beata ingenuità e cinismo crudele, fra l'impeto (la lotta epica fra lo spaccalegna e la natura) d'un corpo ed una mente sani e la sensualità (alle stelle) letale d'una Femmina Folle, languida, dominatrice, la cui carica erotica è stretta fra l'esplicito invito a possederla senza impegno (l’espressivo gesto con cui accompagna la mano del giovane verso il proprio seno) e il grande gesto d'amore finale con la stretta calorosa del proprio corpo. Grazie anche a recitazioni che hanno poco d'affettato e cercano il più possibile la spontaneità, lo spettatore è portato sia ad amare la timidezza e l'ingenuità del giovane in trappola (anche lui portatore di erotismo quando compare seminudo), a temere per la sua sorte, sia, dopo un'iniziale moto di paura, la freddezza d'una donna vittima della solitudine e della disillusione, tanto attraente nei suoi sorrisi maliziosi quanto temibile ed, infine, redenta grazie alla schiettezza di un uomo capace di sfogare la propria rabbia d’amore contro un’intera foresta. Potente, audace, dolce, a prescindere dalla mancanza di quasi metà dei rulli andati perduti (ricostruiti nel 2006 inserendo immagini e didascalie).

