TRAMA
Prendendo il posto di un deputato appena deceduto, un truffatore riesce a farsi eleggere al Congresso e vi sguazza beato fra tangenti e fondi neri.
RECENSIONI
Commedia molto divertente, con Eddie Murphy in gran forma dopo troppe prove deludenti. Il tema della corruzione politica, inoltre, è ben veicolato fra tensione e partecipazione emotiva rabbiosa dello spettatore: la fonte è lo sceneggiatore Marty Kaplan, ex portaborse del vicepresidente di Carter, Walter Mondale. Con tutte le carte in regola per confezionare un film di denuncia, gli autori preferiscono un registro leggero che, probabilmente, ha fatto sottovalutare l’opera alla sua uscita. Per fare un paragone giocato in casa, il nostrano e squilibrato Il Portaborse di Daniele Luchetti (uscito l’anno precedente) sacrificava la comicità per mandare meglio a segno la critica politica, fino a un certo punto satira, in seguito con vena drammatica e cinica. Il film di Jonathan Lynn, invece, preferisce l’ilarità con moralismo e, all’americana, il prevedibile trionfo dei buoni sentimenti (del resto, produce la Disney). Ed è efficace: non sarà Mr. Smith va a Washington di Frank Capra ma inquadra il tema scottante e sa accompagnare l’indignazione con la qualità rara di incorniciare il tutto in un prodotto adatto a tutti, portando il messaggio anche a chi cerca solo intrattenimento. Il doppiaggio italiano, purtroppo, spesso penalizza il film.

