Biografico, Recensione

IL CASO MATTEI

TRAMA

1962: l’aereo con a bordo l’imprenditore di Stato Enrico Mattei precipita. Si ripercorrono le tappe della sua vita politica e del suo impegno per svincolare l’Italia dai poteri forti, esteri e interni.

RECENSIONI

A dieci anni dalla sua morte, Francesco Rosi ripercorre, con taglio documentaristico e d’inchiesta (ci sono anche testimonianze dirette di personaggi reali, Rosi compreso), le gesta del presidente dell’ENI, un uomo scomodo e temuto a livello mondiale nel momento in cui sconvolgeva gli equilibri di potere, un uomo potente perché faceva ri-nascere il peso economico e politico dell’Italia, occupandosi delle trattative sul petrolio con metodi da azienda privata fra mille polemiche. In seguito, il regista passa alla tesi del complotto contro quella ufficiale dell’incidente: talmente documentata (ricerche del giornalista Mauro De Mauro, ucciso dalla Mafia) che la stessa magistratura, in seguito, lo chiamerà come uomo a conoscenza dei fatti (ma il “caso” non è stato mai risolto). Di conseguenza, i modi si fanno più pilotati e romanzati (apologia compresa) ma la ricerca del realismo filmico è impressionante e le prove addotte sono comunque, nell’economia di pathos della narrazione, sconcertanti: mentre Gian Maria Volonté consegna un’altra prova per l’Olimpo dei suoi personaggi cinematografici (più simbolica che aderente), Rosi riesce anche a comporre un apologo, un atto d’accusa e una visione critica degli equilibri di economia politica che restano assolutamente attuali e andrebbero studiati all’università. Montaggio (anche sonoro) composito e magistrale nel suo procedere per flashback, annullando la diegesi lineare come in Salvatore Giuliano, per un giallo politico appassionante e durissimo, giustamente premiato con la Palma D’Oro.

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