TRAMA
Irlanda: un anziano e autoritario contadino, affittuario del campo più fertile della zona, intimorisce tutti affinché non lo acquistino, nel momento in cui è messo all’asta dalla padrona. Ma un ricco americano lo vuole a tutti i costi.
RECENSIONI
Dopo il pluripremiato Il Mio Piede Sinistro, Jim Sheridan prova a replicarne la formula in un film solo apparentemente diverso: un dramma focalizzato su un unico personaggio, dotato di una personale “legge” che ha costi spietati in termini psicologici e in beffe del destino; un film affidato alla prova di un grande attore, in questo caso Richard Harris, vecchio leone che torna a ruggire; un problema sociale sullo sfondo, in questo caso un’Irlanda povera, chiusa, contadina. Solo tre sequenze verso il finale, una con poco respiro e due troppo enfatiche, spezzano l’incanto di un film costruito in modo coinvolgente e penetrante, con una sceneggiatura dello stesso Sheridan capace e peculiare nel momento in cui chiude fugacemente, ma in modo soddisfacente, i vari punti nodali senza risposta disseminati nell’arco narrativo e forieri di aspettative. La sua messinscena, poi, ricama e abbellisce questo personale Un Uomo Tranquillo. Degna di nota, come sempre, la maschera di John Hurt.

