Drammatico, Recensione

IL CAMPO DI CIPOLLE

Titolo OriginaleThe onion field
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1978
Durata122’

TRAMA

1963: un bianco e un nero sequestrano due poliziotti che li avevano fermati per un controllo. In un campo di cipolle, il bianco ammazza a sangue freddo uno dei due mentre l’altro scappa. Sono arrestati entrambi.

RECENSIONI

In un film autoprodotto, lo scrittore Joseph Wambaugh (uno tosto: I Nuovi Centurioni e I Ragazzi del Coro), ex  poliziotto di Los Angeles, traspone il proprio romanzo (1973) basato su un fatto di cronaca e il regista Harold Becker, a distanza di sei anni dall’esordio, lo mette in immagini con quel suo stile frammentario e a singhiozzo che raggiungerà lo zenit in Cocaina (sempre con James Woods) ma che qui è poco funzionale, abiurando il pathos e i collegamenti necessari fra i fatti episodici raccontati. Si ha sempre l’impressione, infatti, che soprassieda sui passaggi più importanti e si soffermi su quelli più insignificanti o solo sulle conseguenze di quelli importanti. Il vero asso nella manica del film, però, è James Woods, ossigenato/rossiccio, faccia da pazzo, delinquente geniale e imprevedibile figlio di puttana psicopatico (non per niente ha scritto LOVE sulla mano come il Robert Mitchum di La Morte Corre sul Fiume). C’è pure un esordiente Ted Danson che fa lo zampognaro.

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