
(dal 1° agosto al 31 ottobre 2025)

La nuova stagione cinematografica 2025 / 2026 si apre all’insegna dell’incertezza. La voglia di cinema c’è, ma appartiene a una nicchia di fedelissimi alla sala, mentre il grande pubblico, quello ormai votato allo streaming o che al cinema dopo il Covid non è più tornato, se non in occasioni specialissime come C’è ancora domani, non ha più trovato occasioni adatte. Il problema dipende dalle sempre più innumerevoli opportunità di intrattenimento (dagli infiniti appuntamenti sportivi alle proposte in continuo aggiornamento delle piattaforme) oppure sono proprio i film che non sono più in grado di intercettare un pubblico ampio? Probabilmente è, come sempre, un mix di cose a non funzionare, ma è sicuramente vero che l’offerta ha qualche problema di fondo. Siamo pieni zeppi di film di tutti i ripi, sperimentali, audaci, geniali, provocatori, attuali, rigorosi, autoriali, necessari, seriali, ma dove sono finiti i film belli? C’è infatti ancora un pubblico, non per forza lobotomizzato, e che si sta perdendo per strada, che non cerca l’originalità a tutti costi, ma che vorrebbe tornare ad abbandonarsi al piacere del racconto. Non è che a forza di inseguire le nicchie si è perso per strada il grande pubblico? Sta di fatto che l’assenza di un titolo acchiappapubblico sta affossando il box-office nel suo complesso. Non è certo sano che sia un titolo a fare la differenza, ma succede spesso e se uno dei titoli usciti da agosto a oggi avesse raggiunto almeno 20 milioni di euro, saremmo tutti più positivi. Cosa che potrebbe accadere a Natale, con la sfida tra James Cameron e Checco Zalone, che, sulla carta, ha le carte in regola per produrre risultati incredibili. Se così fosse tutti gli studi, le analisi, le supposizioni, le indagini, cadrebbero all’istante nel vuoto, anzi, si farebbe tabula rasa di tutto con gli occhi luccicanti, tipo zio Paperone quando conta i suoi dobloni d’oro, e si sprecherebbero le lodi nei confronti di un’industria che funziona nonostante tutto, sulla capacità attrattiva e immortale del cinema e bla bla bla. Occorre mantenersi saldi e non dimenticare che, anche se i numeri dovessero miracolosamente quadrare, e per ora a livello annuale come incassi siamo a -2,44% sul 2024 ma ben -27% sul 2019, problemi da affrontare ce ne sono tanti, sia economici che politici.
Ma entriamo nel vivo dando un’occhiata ai risultati del primo trimestre della stagione, prendendo quindi in esame i mesi di agosto, settembre e ottobre 2025. Ricordo, come al solito, le preziose fonti: Cinetel, Cineguru, Boxofficemojo, Anec, AudiMovie, Cinema in sala e l’esercente Flavio Baldoni. Gli incassi sono al 31 ottobre 2025 e sono specificati tra parentesi, dopo il titolo del film o nei riquadri riepilogativi. Le percentuali sono calcolate rispetto all’anno precedente, quindi il 2024.
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BOX-OFFICE DAL 1° AGOSTO AL 31 OTTOBRE 2025
Posizione – Film – Incasso – Presenze
1 THE CONJURING – IL RITO FINALE – € 9.474.010 – 1.206.286
2 UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA – € 4.826.586 – 664.462
3 DEMON SLAYER – KIMETSU NO YAIBA: IL CASTELLO DELL’INFINITO – € 4.466.979 – 576.394
4 TROPPO CATTIVI 2 – € 3.516.232 – 515.296
5 I FANTASTICI 4: GLI INIZI – € 3.295.354 – 428.546
6 LA VITA VA COSI’ – € 2.560.767 – 368.790
7 I PUFFI – IL FILM – € 3.118.441 – 466.129
8 WEAPONS – € 2.962.489 – 391.748
9 MATERIAL LOVE – € 2.733.605 – 407.320
10 TRE CIOTOLE – € 2.046.777 – 295.750

Si comincia la stagione con cautela. Il post estate, da qualche anno a questa parte, fatica particolarmente. Colpa anche di un meteo più mite, sappiamo quanto sole o pioggia condizionino il nostro andare al cinema e un’estate prolungata non è di aiuto. L’assenza, poi, di un film trasversale, in grado di funzionare alla grande, peggiora ulteriormente le cose. Per fortuna, quindi, che c’è The Conjuring – Il rito finale che conferma il genere horror come catalizzatore di brividi in sala. Il successo mondiale del film, con 494,5 milioni di dollari a fronte di un budget di 55 milioni di dollari, lo pone come il migliore della saga, compresi gli spin-off, e permette al franchise di dieci film di diventare quello horror con i maggiori incassi della storia: qualcosa come 2,891 miliardi di dollari. The Conjuring – Il rito finale non è l’unico horror presente in top-10. Si è infatti distinto anche Weapons (8° posto) che ha movimentato un agosto altrimenti da dimenticare.
Tenendo conto dell’assenza di un vero grande successo oltre a The Conjuring – Il rito finale, la top-10 si mostra comunque varia. L’animazione si spalma su più titoli rivolgendosi a differenti tipologie di pubblico. Per i più piccini ci sono I puffi (7° posto), Troppo cattivi 2 (4° posto) ambisce a un pubblico leggermente più trasversale, mentre Demon Slayer – Kimetsu No Yaiba: Il castello dell’infinito (3° posto) sdogana ufficialmente l’anime come medium in grado di arrivare al grande pubblico.
A snidare un pubblico ampio ci prova anche Leonardo DiCaprio, uno dei pochi attori in grado di indurre il pubblico mondiale in sala, insieme a Paul Thomas Anderson, autore celebratissimo ma sicuramente più di nicchia. Il loro Una battaglia dopo l’altra (2° posto) infiamma la critica ma sconta una certa diffidenza da parte del pubblico (il trailer di sicuro non lo ha aiutato) e parte senza superlativi per poi riprendersi grazie a un buon passaparola, fino a ottenere un buon risultato medio. Peccato il budget di 130 milioni di dollari sia tutt’altro che medio.
L’Italia è presente in top-10 con due film, La vita va così (6° posto) e Tre ciotole (10° posto). Entrambi scontano un’atavica diffidenza nei confronti della produzione nazionale, ma grazie al passaparola, e a un ampio sostegno distributivo, riescono progressivamente a imporsi all’attenzione del pubblico.
L’outsider in top-10 è Material Love (9° posto). Trovare una commedia in classifica, considerando i tempi attuali in cui commedie e thriller saltano la sala per arrivare direttamente in streaming, è un mezzo miracolo. Lo hanno aiutato un buon marketing, l’appeal del cast e, probabilmente, anche il nome di Celine Song, alla seconda regia dopo il discreto successo di Past Lives.
Completa la top-10 I fantastici 4 – Gli inizi (5° posto), uscito in luglio ma in pieno sfruttamento anche ad agosto. Partito con il piede giusto il cinecomic conclude il suo percorso nelle sale con un totale di € 8.190.528, lontano dai fasti del passato, in cui se al primo passante in calzamaglia veniva dedicato un film diventava campione d’incassi. E il calo di appeal è globale, con un totale di 274,2 milioni di dollari negli U.S.A. (era partito con un illusorio primo weekend da 117,6 milioni di dollari) e mondiale di 521,8 milioni di dollari.
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AGOSTO 2025
Incassi -29,92%, biglietti venduti -28,74% (cali superiori al 45%, per entrambi, rispetto al 2019)
Quote di mercato: U.S.A. 42,47% e Italia 29,07%
Al top delle distribuzioni c’è Walt Disney

Agosto parte malissimo, con percentuali a picco rispetto al 2024, nonostante agosto 2024 fosse già in calo consistente rispetto al 2023 (-22%), in cui Barbie e Oppenheimer spopolavano. Ma l’anno scorso c’era almeno Cattivissimo me 4 che faceva il botto con 17,6 milioni di euro e pure Deadpool & Wolverine continuava ad attirare spettatori con 8,6 milioni di euro. Quest’anno, invece, il massimo successo del mese è Troppo cattivi 2 (€ 3.516.232), seguito dall’exploit di Weapons (€ 2.962.489), destinato a diventare un (non così) piccolo caso. L’horror si conferma genere in grado di andare bene in sala; come abbiamo più volte sottolineato al cinema la paura è amplificata (lo schermo grande, il volume alto, creano maggiore coinvolgimento), ma anche attutita (essere insieme ad altre persone, anche se non si conoscono, rassicura), lo conferma anche il successo, non così eclatante ma nella mestizia generale è il quarto maggiore del mese, di Bring Her Back – Torna da me (€ 930.889). Non decolla, invece, Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo (€ 845.000) che ha il tipico appeal dei film da piattaforma. Poco riscontro anche per il ritorno di Una pallottola spuntata (€ 630.000), per cui ci si accontenta di vedere qualche frame su TikTok piuttosto che andare in sala per l’intero film. Prova a distinguersi anche Warfare – Tempo di guerra (€ 641.130), mentre il maggiore incasso d’essai del mese è L’ultimo turno (€ 442.331).
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SETTEMBRE 2025
Incassi +17,76%, biglietti venduti +7,16% (rispetto al 2019 percentuali in calo del 35%)
Quote di mercato: U.S.A. 41,11% e Italia 27,64%
Wald Disney sempre prima come distribuzione

Un raggio di speranza attraversa le sale sempre grazie all’horror, ma in versione mainstream, attraverso la combinazione di un franchise importante con la parola “finale” (probailmente un bluff) nel titolo. The Conjuring – Il rito finale (€ 9.474.010) è l’unico titolo del trimestre a raggiungere il milione di spettatori ed è il maggiore incasso non solo del mese, ma di tutto il trimestre. Fatica più del previsto, invece, Una battaglia dopo l’altra (€ 4.826.586). Paul Thomas Anderson firma il suo maggiore successo commerciale, ma Leonardo DiCaprio non riesce a trasformare un autore di nicchia in un regista mainstream; nonostante il film si presti, infatti, la diffidenza del pubblico resta alta, ed è così anche a livello internazionale (incasso mondiale 196,8 milioni di dollari). La vera sorpresa del mese è invece l’affermazione definitiva dell’anime, non un genere ma un un medium eterogeneo e variegato, che con Demon Slayer: Kimetsu No Yaiba – Il Castello dell’Infinito (€ 4.466.979) esce dalla nicchia per diventare popolare; succede in Italia ma anche in tutto il mondo, in cui il film incassa ben 591,4 milioni di dollari, di cui solo il 22,6% (pari a 133,6 milioni di dollari) dagli U.S.A., mentre 243,1 milioni di dollari provengono dal solo Giappone.
In assenza di un film trasversale accentratore, il pubblico vaga in cerca di un centro dividendosi tra film family come I Puffi (€ 3.113.584) e La casa delle bambole di Gabby (€ 1.590.491), commedie sentimentali come Material Love (€ 2.733.059) e saghe televisive prestate al cinema come Downton Abbey (€ 1.135.559). Tra i risultati sorprendenti del mese sicuramente quello di La voce di Hind Rajab (€ 1.324.620) che esce con tempismo perfetto per cavalcare la bruciante attualità. Raggiunge il milione di euro, poi, I Roses che fallisce però il tentativo di porsi come film medio (budget 30 milioni di dollari) e incassa worldwide soli 51,9 milioni di dollari. Tra i flop del mese anche Una scomoda circostanza (€ 328.606 e in tutto il mondo solo 32,6 milioni di dollari a fronte di un budget dichiarato tra 40 e 65 milioni di dollari).
Nessun film italiano raggiunge il milione di euro, nonostante le molte uscite, da Duse (€ 795.385) a Elisa (€ 576.358), ma anche Esprimi un desiderio (€ 734.053), Come ti muovi, sbagli (€ 369.733), La valle dei sorrisi (€ 356.129), Tutta colpa del Rock (€ 241.101), Un film fatto per bene (€ 106.272) e Sotto le nuvole (€ 92.371). Tra gli altri, delude The Life of Chuck (€ 807.736), che non diventa l’outsider che si sperava (ma potrebbe rifarsi nel tempo), mentre si distingue nel d’essai Tutto quello che resta di te (€ 345.348). Tra i fantasmi del mese sicuramente Il padre dell’anno (€ 20.276) e In the Lost Lands (€ 310 in una sala).
L’anno scorso i film da Venezia avevano avuto ben altro impatto, con Beetlejuice Beetlejuice capace di superare 5 milioni di euro e Vermiglio di avvicinarsi ai 3. Ma anche un film dal medio riscontro, come Campo di battaglia, superava comunque di slancio il milione di euro (1,3 milioni di euro per la precisione).
Ricominciano poi a pieno ritmo gli eventi, tra cui a distinguersi è soprattutto lo sportivo Ag4in – il film del quarto scudetto (€ 1.288.704), il cui successo è tale per cui viene riproposto per varie settimane, mentre tra i film in riedizione i maggiori incassi sono Harry Potter e il calice di fuoco (€ 636.713) e La tomba delle lucciole (€ 639.659).
Se, infine, c’è una cosa che la Festa del cinema, in calo del 23,7% rispetto a quella di un anno fa, dimostra definitivamente è come fare leva sul prezzo del biglietto non sia la soluzione. Che siano i film a fare la differenza?
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OTTOBRE 2025
Incassi -22,47%, biglietti venduti -21,15% (rispetto al 2019 percentuali a picco di oltre il 50%)
Quote di mercato: U.S.A. al 40,23% e Italia al 28,37%
Walt Disney è la prima distribuzione

Ottobre è un disastro. Se l’anno scorso c’erano almeno tre film con numeri importanti, dal bistrattato Joker: Folie a Deux (€ 7.701.369) a Il robot selvaggio (€ 4.919.398) e Venom – The Last Dance (€ 4.181.909), quest’anno il massimo incasso del mese è La vita va così (€ 2.560.767) che continuerà poi il suo percorso positivo nel mese di novembre. Italiano anche il secondo posto di Tre ciotole (€ 2.005.552) che è riuscito a superare la iniziale diffidenza del pubblico grazie alla forte distribuzione (è uscito in più di 500 copie) e alla forza del passaparola. Ma la vera sorpresa italiana è stato Le città di pianura (€ 1.102.953) che è riuscito a distinguersi tra le tante proposte minimali nazionali per merito di una distribuzione strategica, prima nel Triveneto, dove è uscito in anticipo diventando un caso, poi nel resto d’Italia, dove ha dato voce a un sentire di provincia ma universale e poco esplorato dal cinema, evidentemente non così marginale. Minore di ciò che si ipotizzava, invece, il riscontro nei confronti di Per te (€ 998.705), mentre sono veri e propri flop sia Amata (€ 237.928) che, soprattutto, Testa o croce? (€ 129.852). Purtroppo tra i molti film usciti nel mese, sulla carta possibili successi, nessuno lo è diventato. Ha stentato After the Hunt (€ 1.278.697) nonostante Julia Roberts, ha floppato Tron – Ares (€ 1.219.226) nonostante sia un blockbuster, è stato disertato A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario (€ 678.617) nonostante Margot Robbie, ha faticato moltissimo Springsteen – Liberami dal nulla (933.688) nonostante Bruce Springsteen e Jeremy Allen White, ha attirato molto meno del previsto anche Eddington (€ 287.707) nonostante il cast all star. Tra i pochi titoli in grado di distinguersi c’è nuovamente l’horror con Black Phone 2 (€ 1.083.886) e va benino anche Together (€ 659.028), oltre a due titoli usciti verso la fine del mese che sfrutteranno il loro potenziale soprattutto in novembre. Si tratta di Bugonia (€ 863.054) e dell’anime (ancora!) Chainsaw Man – Il film: la storia di Reze (€ 898.789). Dovendo scegliere due flop del mese, uno italiano e uno internazionale, i più disastrosi sono Him (€ 129.184) che non se lo fila proprio nessuno nonostante il nome di Jordan Peel tra i produttori, e questo succede ovunque (incasso globale 27,5 milioni), e Squali (€ 65.028), per cui si può dedurre che James Franco, reduce dall’insuccesso di Hey Joe, non sembri portare molta fortuna alle produzioni italiane a cui partecipa. Ma quello del calo dell’appeal dei divi è un discorso generalizzato che meriterebbe un approfondimento. In rapida sintesi, sono sempre meno le star il cui nome è un richiamo irresistibile per le masse. Le cause sono tante, dallo streaming, che ne ha moltiplicato la presenza (in film spesso bruttissimi, va detto), ai social, che le hanno avvicinate forse troppo al nostro quotidiano. C’è sicuramente da ragionarci su.
Tra gli eventi, il maggiore successo è, in soli due giorni (ma durante il weekend), Taylor Swift | The Official Release Party of a Showgirl (€ 269.038), mentre tra le riedizioni a fare il botto in un solo giorno, inevitabilmente il 21 ottobre (chi conosce il film sa perché!), in cui vola al primo posto, è Ritorno al futuro (€ 358.806). L’accoglienza tiepida per Avatar – La via dell’acqua (€ 250.103), riproposto in grande stile per una settimana, getta qualche ombra sul nuovo capitolo in arrivo a dicembre.
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Per questo primo trimestre della nuova stagione è tutto. In attesa di buone notizie, che sono sicuro arriveranno tra la fine dell’anno e l’inizio del 2026, non molliamo il cinema in sala. Se avete letto fin qui significa che gli volete bene. Non resta che dimostrarlo andando in sala.
Buona lettura.
