Animazione, Fantasy, Recensione

I RACCONTI DI TERRAMARE

Titolo OriginaleGedo Senki
NazioneGiappone
Anno Produzione2006
Genere
Durata115’

TRAMA

Nel regno degli uomini cominciano a comparire i draghi, da tempo abitanti di un mondo lontano. Le energie e la magia (la Luce) si affievoliscono nelle Tenebre. L’equilibrio è rotto: l’Arcimago ne cerca le cause e raccoglie per strada il principe che, impossessato dalla propria ombra, ha assassinato suo padre il Re.

RECENSIONI

L’autrice della saga fantasy di “Earthsea”, Ursula K. Le Guin, avrebbe voluto che lo dirigesse Hayao Miyazaki che, vent’anni prima, le manifestò il desiderio di farlo e, dalla prima trilogia, trasse le tavole di “Shuna’s Journey”, cui il figlio Goro qui s’ispira. Purtroppo, il maestro dell’animazione giapponese era già impegnato a realizzare Il Castello Errante di Howl e il progetto è passato al figlio esordiente, un ingegnere senza background nel settore (ha “solo” progettato lo Studio Ghibli del padre), che imita il genitore ma non ne possiede una singola dote (tratto dei caratteri e delle figure più unidimensionale, meno cura del dettaglio, fondali meno realistici). Goro, di suo, ha talento nel ricostruire le città, una sorta di deformazione personale da “architetto”. La scrittrice, ad opera ultimata, è stata molto diplomatica: “È un buon film, ma non è il mio libro”. Oltretutto, la trama si concentra soprattutto sui volumi “La spiaggia più lontana” e “I venti di Earthsea”, ma (ri)mescola (cambiando le carte) anche ingredienti da tutti i sei capitoli, lasciando spaesato chi non conosca tutti gli antefatti e deluso chi avesse voluto vedere su grande schermo uno sviluppo esauriente di una delle saghe fantasy più belle della letteratura.

Tratto da un romanzo di Ursula K. Le Guin, il film d’esordio del figlio del grande Hayao doveva essere inizialmente diretto dal padre. Nelle mani di Goro diventa un anonimo prodotto da tv dei ragazzi, dal disegno approssimativo (si pensi alla scena ambientata nel deserto), senza guizzi poetici o soluzioni narrative che non siano mutuate da tutta la cinematografia recente (da Peter Jackson a Star Wars). Singolare che per il suo ingresso nel mondo dell’animazione Goro abbia scelto un racconto che ruota attorno ad un parricidio (senza che si riescano bene a capire le cause del gesto)... Edipico.

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