TRAMA
1916: Bill, ricercato dalla polizia, fugge con la fidanzata Abby in Texas. Trovano impiego presso un latifondista e Bill spinge Abby a sedurlo.
RECENSIONI
Terrence Malick espande ciò che, in nuce, era già contenuto nel suo esordio La Rabbia Giovane: ancora una coppia in fuga, ancora un amore di traverso ma il racconto, ispirato a “Le ali della colomba” di Henry James, implode in un montaggio ellittico (frutto di un anno di lavoro) dove smarrisce volutamente le proprie traiettorie (la voce narrante della ragazzina serve a cucire i pezzi) a favore di un cinema che contempla la Natura agognando (riuscendovi) a inebriarsi di misticismo. Malick, infatti, iniziò le riprese nel 1976, scritturando due semi-sconosciuti di futura gloria (Richard Gere e Sam Shepard) ma, ossessionato dalla particolare luce emanata dal cielo nei venti minuti a cavallo del tramonto (“l’ora magica”), convinse il direttore della fotografia Nestor Almendros (che vinse l’Oscar) a dedicarvisi completamente, avendo in mente i dipinti di Vermeer, sfruttandone i cromatismi incredibili (in 70mm), sforando i tempi di lavorazione e il preventivo in modo irrimediabile. Il risultato è un’opera unica nel suo genere, che guarda al Paradiso per disinteressarsi delle vicende umane, così intinte in tragedie bibliche e bipolarismi affettivi: paesaggi che tolgono il fiato, colori che riempiono gli occhi, musiche (di Ennio Morricone) soavi e messinscena di rara finezza.

