TRAMA
1856, Portland, Oregon: un commerciante, sempre in viaggio, accompagna al suo paese la donna di un amico con il vizio del poker. Lei se ne invaghisce ma lui chiede in moglie un’altra donna.
RECENSIONI
Insolito western “filosofico”, grazie a una sceneggiatura (di Ernest Pascal, da un romanzo di Ernest Haycox) che preferisce riflettere, in modo articolato e con notazioni intriganti, sulla natura dell’uomo e della società che crea anziché concentrarsi sull’azione (che non manca) e i sentimenti epici routinari. Jacques Tourneur, nel suo primo film a colori e autore in futuro di un altro gioiello western (Wichita), non sembra a proprio agio con tale complessità e non rende a Pascal il giusto servizio, imbastendo una serie di scene troppo telegrafate per dare respiro e raccordo alla tesi dello sceneggiatore, che esorta a non giudicare il prossimo nel momento in cui le differenze fra bene e male sono sottili. Infatti schizza una serie di personaggi affatto integerrimi, donne o uomini che siano, sempre pronti a sbagliare anche se alcuni di loro sono comunque mossi da ideali che lo scrittore condivide (quello di Dana Andrews dà poco valore al denaro e al possesso, colpevoli di spersonalizzare i rapporti). Senza essere didascalico e nel rispetto delle diversità (degli indiani, protagonisti di una crudele scena di rappresaglia; della vittima del vizio del gioco; dei refrattari a metter radici e dei loro contrari), pur all’insegna di stimolanti ambiguità: quando si fa sarcasmo sulla folla che ama assistere allo spargimento di sangue, ad esempio, Susan Hayward è fra di loro ma rimane la preferita di Dana Andrews; quando si criticano le fondamenta della società civile in modo anche anarchico ma, poi, si decantano il progresso e la colonizzazione delle terre. Divertente la presenza di Hoagy Carmichael che canta alcune canzoni, come un saggio bardo del villaggio. I triangoli d’amore “proibiti” sono audaci, come il bacio che Andrews strappa a una consenziente Hayward di fronte al promesso sposo di lei. Un’opera da riscoprire, amatissima da Scorsese, ricca di ingredienti senza un reale filo unico a legarli. Sia il titolo italiano che quello originale sono qualunquistici.

