HABIT

Anno Produzione1995

TRAMA

New York. Sam, rotto il rapporto con la sua ragazza, durante una festa conosce una misteriosa ragazza. Il loro rapporto assume da subito pieghe inquietanti.

RECENSIONI

l vampiro si aggira in città e ha le fattezze di una giovane. Sam (lo stesso Fessenden) preso nelle spire di un rapporto fuori dal comune con la donna, sente la vita abbandonarlo poco a poco. Non è nuova la figura del vampiro metropolitano (il primo pensiero va ad ADDICTION di Ferrara) ma per quanto questo film possa ricordare certe atmosfere del regista newyorkese, del tutto genuino è lo sviluppo della storia, interamente giocata sulla descrizione meticolosa degli ambienti e sui toni minori, e nella quale la questione vampiresca vi entra sempre trasversalmente, divenendo prepontentemente centrale solo in conclusione. HABIT è l'ulteriore dimostrazione dell'approccio "romeriano" che l'autore ha con il genere horror, mai esaltato ma piegato ad esigenze altre. Una fine scrittura, attori molto bravi e l'ottima regia fanno il resto.
Il migliore dei tre presentati alla rassegna, un piccolo gioiello.

Il miglior Fessenden dei tre visti a Torino. Dopo il prometeo moderno di No Telling, ora è il vampiro il topos horrorifico rielaborato dal regista: Sam, il protagonista di Habit interpretato dallo stesso Fessenden, è infatti un novello Dracula metropolitano, solitario, disadattato e in balia di una ragazza-vampira, Anna, che lo azzanna e lo “infetta” durante i rapporti sessuali. Chiara la metafora AIDS – vampirismo, così come evidenti sono i riferimenti al Ferrara di The Addiction e di Driller Killer (quest’ultimo richiamato soprattutto nello stile a tratti “psichedelico” e molto seventies). Ma c’è di più, perché Fessenden sa essere personalissimo e originale nel tratteggiare personaggi lontani mille miglia dai cliché del genere e nel costruire una singolare “sinfonia urbana” stonata e deviata. Tra le cose più belle viste a Torino.
Nota finale à la Mereghetti: il film è il remake dell’omonimo film (girato da Fessenden in video nell’81) che segnò l’esordio alla regia dell’autore, allora diciottenne.

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