TRAMA
1910: due artigiani toscani, emigrati negli Stati Uniti, sognano di lavorare con il regista David Griffith sul set di Intolerance con la sua mitica Babilonia, ma si riducono a fare solo lavoretti.
RECENSIONI
Sentito omaggio dei fratelli Taviani alla Settima Arte, a uno dei suoi numi tutelari e a se stessi, in modo anche narcisistico, riflettendosi nei due protagonisti il cui appellativo “italiani” suona come “i taviani”: orgogliosi, inseparabili. Onore, anche, ai padri putativi (Griffith) e naturali (il genitore artigiano): due figure che assumono forma allegorica per cavalcare le generazioni a seguire e confondersi l’una con l’altra, in un’opera tutta simbolica, con sequenze figurativamente splendide, ricca di citazioni cinematografiche e autobiografismo.

