Drammatico, Recensione

GOLD (1974)

TRAMA

Johannesburg, Sudafrica: un consesso di potenti internazionali, per guadagnare dalla speculazione in Borsa, decide di fare in modo che una miniera d’oro venga allagata. Si avvale, per l’operazione, di un uomo la cui moglie s’innamora del nuovo direttore generale della miniera, ignaro del piano diabolico.

RECENSIONI

Difficile pensare che il romanzo di partenza (“Gold mine”, 1970) sia meno prevedibile e più coinvolgente: il suo autore, Wilbur Smith (“africano”, nato in Rhodesia), è impegnato anche in sede di sceneggiatura. I titoli di testa alla Broccoli, la presenza di Roger Moore, del regista della seconda unità John Glen e dell’ex regista di 007 Peter Hunt (il suo capitolo, datato 1969, è stato uno dei più sfortunati al botteghino e lo ha tenuto lontano dal grande schermo fino a ora), fanno pensare a un film d’azione con complotto ma, purtroppo, si preferisce stazionare sulla love story fedifraga Moore/York quando, alla luce della parte finale, emozionante e colma di pericoli in miniera, si poteva sviluppare maggiormente la trama avventurosa.

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