Commedia, Recensione

GLI ANNI IN TASCA

Titolo OriginaleL’argent de poche
NazioneFrancia
Anno Produzione1976
Genere
Durata104’

TRAMA

I bambini di Thiers, cittadina di provincia: chi è malmenato dagli adulti, chi s’innamora della mamma del compagno, chi cade dall’alto e non si fa nulla, i primi baci al cinema, la scuola.

RECENSIONI

La vita e la poetica di François Truffaut sono state segnate da un’infanzia difficile: per questo sa cogliere quest’ultima come nessun altro. Se I 400 Colpi era ad altezza bambino, con complicità lirica e malinconica, Gli Anni In Tasca adotta uno sguardo differente, corale, “da nonno” (come l’autore ha affermato). L’opera estende quei pochi sguardi rubati (con macchina da presa nascosta) nel film del 1959 a tutta la sua durata; è magnifica nel modo in cui coglie, con estremo realismo, questi spaccati di piccole vite attraverso le espressioni spontanee dei bambini. La sceneggiatura si costruisce su di loro, ricama sulla verità dei loro sguardi stupefatti l’affabulazione di psicologie, passioni, modi di essere che divertono (alcune scene, spassosissime, sono davvero memorabili), inteneriscono, commuovono, allarmano. Corona il tutto il bellissimo discorso finale del maestro sulla centralità, non riconosciuta, dei bambini, “spiccioli” (il titolo originale) solo per grandezza.

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