TRAMA
Argentina: Johnny, esperto baro al gioco d’azzardo, si fa assumere da Ballin Mundson, proprietario di una bisca illegale. Quando quest’ultimo si presenta con la nuova moglie, Gilda, capiamo che con Johnny, in passato, la seducente donna ha un vissuto comune.
RECENSIONI
Noir di culto, apice del sotto-filone con “femme fatale” grazie alla presenza di Rita Hayworth: lunga chioma, sguardi in primo piano che irretiscono, figura resa mirabilmente indecifrabile nei chiaroscuri dalla fotografia in bianco e nero di Rudolph Maté. Letteralmente, una bomba sexy (Gilda è il nome dato alla prima bomba atomica) grazie ai vestiti scollati o aderenti ideati da Jean Louis. Le scene che sono entrate maggiormente nel mito sono quella (erotismo alle stelle) in cui Gilda (doppiata da Anita Ellis) si sfila un guanto di raso nero intonando “Amado mio” e quella in cui canta “Put the blame on Mame” di Doris Fisher e Allan Roberts, anche perché Jack Cole inventa una coreografia strepitosa. Gilda, il film, è tutto e solo Rita: un ruolo che le resterà addosso per sempre, che ha fatto sognare gli uomini per decenni e inventato mode muliebri ancora oggi riciclate. La sceneggiatura di Jo Eisinger e Marion Parsonnet è magnificamente lapidaria (“Lei fuma troppo. Solo le persone infelici fumano troppo e solo le persone sole sono infelici”) mentre Charles Vidor, regista per tutte le stagioni (e già con Rita in Fascino), indovina l’improntare tutta l’opera sulle allusioni continue e misteriose, calcando le componenti turgide del melodramma per disegnare una donna fatale per eccellenza ancora oggi insuperata (l’odio-amore di Johnny per lei è emblematico).

