Recensione, Supereroi

GHOST RIDER

TRAMA

Lo stuntman su motocicletta Johnny Blaze ha venduto l’anima a Mefistofele per salvare la vita al padre. Anni dopo, il diavolo lo trasforma nel Ghost Rider, un cacciatore di taglie, affinché rispedisca all’Inferno Blackheart e altri fuggitivi.

RECENSIONI

Dopo Daredevil (da cui prende in prestito il villain Blackheart), un altro diavolo, un’altra promessa al padre, un’altra violenza al servizio della “Chiesa” e, ovviamente, un altro personaggio Marvel (per quanto minore: nacque come figura western anni Quaranta e fu reinventata dalla casa editrice di fumetti negli anni Settanta) ad opera dello sceneggiatore/regista Mark Steven Johnson, che si ostina a voler piegare la materia dark/epica/drammatica delle pagine degli albi in commedia, pur trovando un compiacente complice in Nicolas Cage: l’attore fa sua la pellicola (collaborando anche, non accreditato, in fase di scrittura), rendendola l’ennesima tragicommedia sentimentale della sua filmografia. Johnson ha però difetti endemici: indecisione fra i toni da assumere, meno capacità di coinvolgere nel dramma psicologico che in quello della passione amorosa di un Evel Knievel horror.

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