Animazione, Fantascienza, Recensione

GHOST IN THE SHELL – L’ATTACCO DEI CYBORG

Titolo OriginaleInosensu: Innocence
NazioneGiappone
Anno Produzione2004
Durata100’
Sceneggiatura

TRAMA

2032: Il Maggiore è ormai scomparso nella “rete” e il cyber-poliziotto Batou, con una recluta, indaga sulla casa di produzione di androidi di piacere (ginoidi) che impazziscono, uccidono e poi si “suicidano”.

RECENSIONI

Senza “Il Maggiore” scompaiono l’erotismo e il contatto con il divino: si resta prigionieri di un mondo maschile e dei suoi dubbi esistenziali, incastonati nel noir-poliziesco di indagine e violenza. Il barocco nel profilmico, proverbiale nell’ordinato caos di Oshii, è una magnificenza che raggiunge l’apice nella sequenza della parata cittadina con ormeggiata la nave della multinazionale che produce gli androidi impazziti (ha richiesto un anno di lavorazione). Se il cartellone pubblicitario recita “L’innocenza è vita”, è perché c’è vita anche nell’innocenza di un androide. Molte citazioni colte, dal surrealista Hans Bellmer (le “bambole” del film) a Milton, Cartesio e Confucio (la perfezione è possibile solo per esseri privi di coscienza o con coscienza illimitata). Come il precedente, ma in modo più massiccio e beneficiando dell’evoluzione della tecnica, il film integra l’animazione tradizionale, riservata per lo più agli “attori”, con quella digitale, per uno scollamento a volte sin troppo visibile, essendo quest’ultima molto elaborata. Meravigliosi i fondali in 3D.

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