TRAMA
RECENSIONI
Pare che il cinema italiano, avviluppato, per circa vent’anni, in un abbraccio mortifero con la sorella televisione, oggi creda che per prenderne le distanze e liberarsi dalla morsa siano sufficienti capannoni fatiscenti, musica sparata al massimo, un po’ di sesso, recitazione sopra le righe. L’esordiente …. prende a modello nientemeno che la kubrickiana Arancia meccanica, la cita direttamente al suon di Singin’ in the Rain. Non va per il sottile e stabilisce un rapporto diretto tra l’inezia e l’imborghesimento volgare dei padri e la violenza gratuita messa in pratica dalle nuove generazioni, sposando un sociologismo da bancone del supermercato, dunque, da “approfondimento” di seconda serata, dunque da “tuttologismo” televisivo. Lo stile aggressivo e concitato è di maniera, i personaggi quasi tutti delle macchiette (eccezion fatta per il protagonista che “si scopre” omosessuale ed il suo amante).
