Drammatico, Recensione

FEDORA

NazioneU.S.A.
Anno Produzione1978
Durata114’

TRAMA

Un produttore hollywoodiano è in cerca di Fedora, diva del cinema ritiratasi a vita privata, per convincerla a tornare davanti alla macchina da presa. La trova a Corfù, ma è diversa.

RECENSIONI

Opera ai più sconosciuta di Billy Wilder ma, per quanto in modo diverso, alla stessa altezza del celebrato Viale del Tramonto, di cui costituisce una re-visione sul mondo del Cinema (ancor) più decadente, romantica, intrisa di mestizia e atmosfere delicatamente bizzarre. Lo stesso inizio “funereo” li accomuna (e la presenza di William Holden). La vicenda, tratta da un racconto dell’attore Tom Tryon del 1976, richiama quella di Greta Garbo (nella finzione, infatti, il produttore vuole Fedora in una nuova versione di Anna Karenina), diva del muto che, ad un certo punto, anche per preservare il proprio Mito, uscì totalmente di scena. In pochi, ai tempi della sua uscita, capirono l’audacia di un’opera che sa restare in equilibrio fra (ridicola) follia e nostalgia.

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