TRAMA
Torna Fantomas e rapisce uno scienziato che sta studiando un raggio di controllo telepatico. Il giornalista Fandor, determinato a sventarne i piani, assume le vesti di un collega di quest’ultimo durante un congresso scientifico a Roma ma Fantomas è più scaltro.
RECENSIONI
Nonostante il titolo originale (Fantomas si scatena), c’è ben poco di concitato, se non le velocizzazioni da comica muta e una sceneggiatura sgangherata (Jean Halain e Pierre Foucaud) che fatica a mantenere il filo della logica, soprattutto quando si tratta di dipingere i piani di una mente diabolica come quella di Fantomas. È senz’altro il peggiore dei tre capitoli, uscito fra Fantomas 70 e Fantomas Contro Scotland Yard: di qualità scarsa la comicità, per quanto le facce di “commento” di Louis De Funès siano sempre uno spasso (buona spalla anche il suo secondo Bertrand, alias Jacques Dynam), davvero insulsa la trama senza capo né coda, e s’attende troppo a lungo di vedere l’unico talento tangibile del regista André Hunebelle, quello scenografico (la base avveniristica, costruita nel fondo di un vulcano). Agli autori pare interessare solo mascherare tutti a più non posso: Jean Marais in continuazione ma anche l’intera Interpol (c’è una festa in maschera) e il piccolo fratellino della sempre scollata Mylène Demongeot. Oppure, credevano bastasse la location “esotica” di Roma per fare un film. I titoli coda vantano la prima ripresa in diretta per il cinema di una caduta libera con paracadute.

