TRAMA
La trama di Elegia Dorogi è strettamente connessa alle modalità di realizzazione: Sokurov ,contattato dal museo Boijmans di Rotterdam, fu condotto nelle sale della pinacoteca dopo l’orario di apertura e le sensazioni allora provate sono divenute il mediometraggio (Beta) il cui titolo previsto era “Night Watch”. Realizzato per “Rotterdam città europea della cultura 2002”.
RECENSIONI
Un uomo ed un viaggio, un apertura invernale in cui un albero di cako, su una riva, ondeggia, non il vento lo muove ma un effetto di superficie: una continua dilatazione percorre l'immagine, come una pietra in uno specchio d'acqua, immobile, si muovono cerchi concentrici inconsistenti, deformanti. Immagini di movimento, un treno, uno sguardo insistito sulla neve, gli alberi, due uomini camminano poco innanzi, il rumore delle loro calzature cigolanti nella neve. Insistito come un ricordo che torna e si modifica, si amplia, richiama altre possibilità, senza tempo un moto di memoria fonde e rielabora annullando la consistenza di un prima ed un dopo in cui intervengono un incontro in caffetteria con un giovane, poche parole scambiate, il racconto d'una vita ad uno sconosciuto. In una sala di museo, di fronte a "La Torre si Babele" di H. Bruegel un nuovo moto si innesta come se tutto fosse già avvenuto, l'atemporalità e la possibilità creativa permeano un mondo attraversato da uno sguardo in semisoggettiva (l'occhio del sogno e quindi, nella possibile elegia di un viaggio immoto, della memoria) che coglie il mondo e la sua sensazione in una durata non esperibile se non con il metro della vita interiore.
