Bellico, Recensione

DUELLO NELL’ATLANTICO

Titolo OriginaleThe enemy below
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1957
Genere
Durata98’

TRAMA

Seconda guerra mondiale, Sud Atlantico: una nave statunitense intercetta un U-Boot tedesco e non gli dà tregua con le bombe di profondità. È un duello d’astuzia e bluff fra i due comandanti nemici.

RECENSIONI

Non è il primo film bellico a sfruttare la tensione del duello o la claustrofobia degli interni di un sottomarino (oltretutto si ispira a In Fondo ai Mari  di John Ford, 1931), ma con il tempo è diventato il progenitore/archetipo di tutte le pellicole sottomarine a venire, per la magistrale costruzione della suspense, della “partita a scacchi” fra nemici e per il sottotesto sul senso della guerra, costruito sulla specularità di due comandanti rimasti senza famiglia, che onorano il proprio mestiere con dignità e nel rispetto dell’avversario, stile La Grande Illusione. Dick Powell (attore e cantante che firmerà un altro classico di guerra, I Cacciatori) non fa però cinema antimilitarista: a un certo punto il personaggio di Robert Mitchum dichiara che la guerra è dentro l’uomo. Fatto sta (lo dice Curd Jürgens) che c’è modo e modo di combatterla. Nelle pause fra un attacco e l’altro, la sceneggiatura di Wendell Mayes (basata su un romanzo del comandante D. A. Rayner) ricama dialoghi “filosofici”, con Jürgens che, ad esempio, rinnega il nazismo ed è nostalgico della guerra di uomini e non di macchine nella Prima guerra mondiale, oppure con Robert Mitchum che, con la sua cinica etica del soldato, è «Per stare dalla parte di chi lancia le bombe». Efficaci per l’epoca gli effetti speciali di Walter Rossi (Oscar), nonostante l’evidente utilizzo di modellini (negli scontri ed esplosioni): quelli sott’acqua, con il sommergibile, fanno ancora effetto. Il finale di pace ne ha sostituito, dopo i preview, uno più tragico.

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