Commedia, Recensione

DON CAMILLO E L’ONOREVOLE PEPPONE

NazioneItalia
Anno Produzione1955
Genere
Durata97’

TRAMA

Ci sono le elezioni e Peppone vorrebbe candidarsi a deputato ma deve, prima, passare l’esame di quinta elementare con l’aiuto di Don Camillo.

RECENSIONI

A fronte di passaggi meno credibili, si replica la magia dei personaggi di Giovannino Guareschi (anche sceneggiatore) in questo seguito con meno invenzioni: la formula, infatti, riprende le idee del primo capitolo (i colloqui con il crocifisso, l’eterno odio-amicizia fra Camillo e Peppone), talmente “ispirate” da resistere all’usura del tempo e della reiterazione. Fernandel è irresistibile, la struttura incastona, sull’unico filo conduttore della campagna elettorale, episodi diversi ma la matrice (pur in una cornice da favola buffonesca) si fa troppo dichiaratamente politica, schierata, cioè democristiana e anticomunista. Julien Duvivier (più dotato) lascia il timone di regia al settantenne Carmine Gallone, che non dimentica gli sguardi da paese incantato sulla pianura padana.

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