TRAMA
Un guerrigliero colombiano mette una bomba a Los Angeles, uccidendo la moglie e il figlio del pompiere Gordy Brewer, che si reca in Colombia per vendicarsi.
RECENSIONI
Esperto in pellicole di tensione e azione, baciato dalla fortuna per aver diretto vari interpreti fuoriclasse e, a volte, script decenti, Andrew Davis mostra la corda quando il materiale è becero di per sé, come in questo caso in cui, nonostante il conservatore Arnold Schwarzenegger faccia un distinguo fra gli uomini di destra come lui, che si vendicano ma non accettano i danni collaterali, e quelli che fanno la pesca a strascico uccidendo gli innocenti, come i terroristi colombiani o la Cia, alla fine le magagne si risolvono un tanto al chilo, mettendo là i cattivi, qui i buoni. Poco male, ci fossero novità nei temi, nei personaggi o nelle scene d’azione: nella sceneggiatura degli esordienti David e Peter Griffiths, invece, si procede per predicozzi etico/politici inseriti in una trama che più abusata non si può, quella dell’uomo comune che perde i cari e si vendica in solitaria. L’atteggiamento grossolano del film è lo stesso operato in prima istanza dal casting, scritturando volti palesemente statunitensi nei ruoli colombiani (si gira in Messico) mentre, avendo per le mani un John Turturro che potrebbe passare per sudamericano, lo si ingaggia come canadese e si sceglie, fra le tante attrici italiane che potrebbero sembrare latine, una Francesca Neri con gli occhi azzurri. Due cose funzionano, verso il finale: il colpo di scena con Francesca Neri che si trasforma in spietata killer e la scena ambientata nel tunnel sotterraneo. Per il resto è tutto un ammazzare i cattivi che uccidono gli innocenti. L’uscita del film, pronto a ridosso dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre, è stata posticipata di un anno, sfrondando le scene che prevedevano un dirottamento aereo e altre meno patriottiche del dovuto (aggiungendo, probabilmente, i pistolotti di cui sopra).

