TRAMA
Il cane sanbernardo Cujo contrae la rabbia dopo il morso di un pipistrello: si trasforma in una belva assassina.
RECENSIONI
Grande Lewis Teague (che aveva già dimostrato quanto ci sapesse fare nel genere horror con Alligator): prendendo il posto del regista designato Peter Medak, nell’adattare il racconto di Stephen King non fa troppe concessioni a siparietti narrativi dovuti, figure di contorno convenzionali e smussamenti ironici della ferocia. Il suo Cujo, diventato di culto anche in barba alla critica, vive di sangue e crudeltà, di bocca sbavante e terrore negli occhi delle vittime: semmai, la risata beffarda la riserva all’idea originale, quella di un sanbernardo, figura che simbolicamente richiama la salvezza, trasformato in peggior incubo dell’uomo. Memore (se visto: negli Stati Uniti non venne distribuito) del White Dog di Samuel Fuller (di cui Teague è stato regista della seconda unità in Il Grande Uno Rosso).

