COFFIN ROCK

Anno Produzione2009

TRAMA

Un tranquillo villaggio di pescatori australiano. Rob e Jess, una coppia sposata, tentano da anni di avere un figlio, senza riuscirci. Il constante insuccesso porta la donna alla disperazione. In una notte di sbronza, Jess finisce a letto con Evan, un giovane forestiero. Quando Jess scopre di essere incinta, al senso di colpa si aggiungerà l’inizio dell’orrore. Evan inizia infatti a perseguitarla, rivelandosi uno stalker sempre più psicopatico e sempre più determinato, in nome della sua paternità, a volere Jess tutta per sé…

RECENSIONI

Attrazione fatale agli antipodi

Il team dell'horror australiano Wolf Creek torna a celebrare gli antipodi come luogo di insicurezze, dissidi e paure. Al centro del racconto una coppia non più giovanissima alla ricerca di un figlio che sembra non volere arrivare. A destabilizzare un equilibrio piuttosto precario (l'insoddisfazione genera rancori e ripicche) arriva uno straniero, un ragazzo sulle prime solo un po' strano che si rivelerà invece un pericoloso psicopatico. Due i filoni a cui il regista Rupert Glasson attinge: quello della coppia ferita dal tradimento (ai sensi di colpa, qui, si aggiunge una gravidanza a lungo desiderata ma giunta al momento e dall'uomo sbagliati) e il fenomeno, molto di moda, dello stalking, con un asfissiante pedinamento da parte del folle di turno che diventa prepotentemente insistente superando la soglia di accettabilità. Modello di riferimento è Attrazione fatale di Adrian Lyne, con un'inversione nei ruoli dei protagonisti (a tradire è la donna) e qualche ombra in più sul ruolo salvifico della famiglia. Glasson dirige con mano sicura valorizzando la location piuttosto originale del villaggio di pescatori in cui i ruoli codificati degli abitanti (l'uomo ha da ingravidare e la donna da partorire, altrimenti sono guai) soffocano qualunque spinta alla sincerità dei personaggi e impediscono una reale comunicazione all'interno della coppia. Fino a quando il dramma è nell'aria e la brutta situazione in cui si mette la protagonista non trovano appigli narrativi nella follia del giovane forestiero, la tensione è costante e la problematicità sottesa alle svolte avvince e coinvolge. Quando, però, diventa chiaro che tutto si ridurrà al più classico dei conflitti tra Bene e Male, la curiosità si ridimensiona, così come la portata degli sviluppi. Se il lieto fine si impone, comunque, le ombre, per fortuna, rimangono.

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