TRAMA
Frank Mansfield è un allenatore di galli da combattimento che ha deciso di non parlare finché non vincerà la medaglia del torneo. Perde tutti gli averi in una scommessa, si rimette in piedi e tenta di persuadere la donna amata, che critica la sua passione sportiva, ad andarlo a vedere all’opera.
RECENSIONI
Dopo Strada A Doppia Corsia, Monte Hellman riparte in automobile con Warren Oates e Laurie Bird e raffigura un altro “sport” estremo con sguardo semi-documentaristico sulle abitudini sotterranee della provincia (è girato in Georgia). L’occasione è il romanzo di Charles Willeford (anche sceneggiatore) e produce il Roger Corman che ha tenuto a battesimo il regista: rispetto all’opera citata, e a parte l’originalità del soggetto, la modernità di messinscena di Hellman è meno visibile, si esplica in uno sguardo fintamente asettico e neutrale su questo sottobosco che manda i galli a morire (la protezione animali al cinema non c’era: ancora oggi, il film ha difficoltà a circolare). Per quanto rischi di ridurre l’opera a un incontro al ralenti dietro l’altro, Hellman nei dettagli sogghigna (lo spettatore che incita il gallo mentre sgranocchia una coscia di pollo) e ci sono sia il gusto per l’aneddoto (la sodomizzazione per “spronare” l’animale; padre e figlio che barano su di un pavimento di linoleum) sia un percorso orizzontale, come nel film precedente, con tema d’amore. La parte finale è la migliore, quando il protagonista si confronta con la donna e le dona, per amore, una… decapitazione. Per renderlo (più) appetibile sul mercato dopo l’insuccesso, Corman lo fece uscire col titolo Born To Kill, aggiungendo scene da Night Call Nurses di Jonathan Kaplan (1972) e Private Duty Nurses di George Armitage (1971), grazie al nuovo montaggio curato da Joe Dante.

