Recensione, Thriller

CLASSE 1984

Titolo OriginaleClass of 1984
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1982
Genere
Durata98’

TRAMA

Alla Lincoln High School il nuovo professore di musica si sorprende per le misure di sicurezza fra telecamere, agenti di sorveglianza e un collega che gira armato. Nella sua classe, un ragazzo è a capo di una banda di spacciatori: lo prende di petto e ne subisce le conseguenze in un crescendo dove la polizia, essendo i colpevoli minorenni, ha le mani legate.

RECENSIONI

Fiero esponente dell’exploitation, Mark L. Lester firma il proprio film di culto, violento e disturbante, spesso censurato (lo stupro, il taglio del braccio, i nudi: è uscito un DVD nel 2005 che recupera tutto). Parte da un’idea del futuro regista horror Tom Holland (Ammazzavampiri, Bambola Assassina) e aggiorna la fobia sulla delinquenza minorile scolastica degli anni Cinquanta (Il Seme della Violenza) con una messinscena kitsch-iperrealista da I Guerrieri della Notte: il sociologismo edificante (a parte la scritta iniziale allarmistica) del film di Richard Brooks, però, è solo un mezzo per coreografare la violenza e la devianza, senza intenti di analisi sul malessere giovanile. Il professore idealista deve separare le mele buone dalle marce e i messaggi “subliminali” del film sono, come si conviene, grossolani e schematici: i cattivi iniziano alla droga i buoni che muoiono, il capo dei cattivi guarda in TV solo film violenti (ovvero Il Mondo Violento di Bobbie Jo Ragazza di Provincia, dello stesso Lester) ed è più comodo, infine, ritrarlo come uno psicopatico. L’iperrealismo di Carpenter, invece, è fatto passare per realismo, con effetti di ridicolo involontario: il modo in cui sono descritti i membri di questa banda punk, infatti, è mera esagerazione scenografica. Il film funziona quando, dopo la prima parte, inizia l’escalation di nefandezze compiute dai devianti, culminanti in una scena di stupro alla Arancia Meccanica, nuda e cruda come gran parte del film, e parte il revenge-movie che nulla edulcora, mostrando scene difficili da dimenticare, fino a un finale alla Suspiria. Il brano migliore è quello in cui Roddy McDowall, uscito di senno perché si sente un fallito come insegnante, punta la pistola contro gli alunni per farsi ascoltare: chi non risponde bene alle domande muore…

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