TRAMA
Alla Lincoln High School il nuovo professore di musica si sorprende per le misure di sicurezza fra telecamere, agenti di sorveglianza e un collega che gira armato. Nella sua classe, un ragazzo è a capo di una banda di spacciatori: lo prende di petto e ne subisce le conseguenze in un crescendo dove la polizia, essendo i colpevoli minorenni, ha le mani legate.
RECENSIONI
Fiero esponente dell’exploitation, Mark L. Lester firma il proprio film di culto, violento e disturbante, spesso censurato (lo stupro, il taglio del braccio, i nudi: è uscito un DVD nel 2005 che recupera tutto). Parte da un’idea del futuro regista horror Tom Holland (Ammazzavampiri, Bambola Assassina) e aggiorna la fobia sulla delinquenza minorile scolastica degli anni Cinquanta (Il Seme della Violenza) con una messinscena kitsch-iperrealista da I Guerrieri della Notte: il sociologismo edificante (a parte la scritta iniziale allarmistica) del film di Richard Brooks, però, è solo un mezzo per coreografare la violenza e la devianza, senza intenti di analisi sul malessere giovanile. Il professore idealista deve separare le mele buone dalle marce e i messaggi “subliminali” del film sono, come si conviene, grossolani e schematici: i cattivi iniziano alla droga i buoni che muoiono, il capo dei cattivi guarda in TV solo film violenti (ovvero Il Mondo Violento di Bobbie Jo Ragazza di Provincia, dello stesso Lester) ed è più comodo, infine, ritrarlo come uno psicopatico. L’iperrealismo di Carpenter, invece, è fatto passare per realismo, con effetti di ridicolo involontario: il modo in cui sono descritti i membri di questa banda punk, infatti, è mera esagerazione scenografica. Il film funziona quando, dopo la prima parte, inizia l’escalation di nefandezze compiute dai devianti, culminanti in una scena di stupro alla Arancia Meccanica, nuda e cruda come gran parte del film, e parte il revenge-movie che nulla edulcora, mostrando scene difficili da dimenticare, fino a un finale alla Suspiria. Il brano migliore è quello in cui Roddy McDowall, uscito di senno perché si sente un fallito come insegnante, punta la pistola contro gli alunni per farsi ascoltare: chi non risponde bene alle domande muore…

