Drammatico, Recensione

CI SARÀ LA NEVE A NATALE?

Titolo OriginaleY'aura t'il de la neige à Noël?
NazioneFrancia
Anno Produzione1996
Durata90’

TRAMA

Madre di sette figli nati fuori dal matrimonio (il padre è già sposato) e sfruttati nel lavoro in campagna, cerca di donare loro tutto l’amore che può.

RECENSIONI

L'esordio della Sandrine Veysset (ex-scenografa) s'incanta dapprima sui sapori, gli odori, i corpi affaticati dal lavoro, i colori della campagna del Sud, restituendo con inebriante genuinità un piccolo mondo antico fuori dal tempo; poi onora l'amore materno di una donna che si divide fra le esigenze della prole numerosa e una specie di compagno/orco senza cuore, che sfrutta il lavoro minorile e comanda tutti a bacchetta. È una sorta di fiaba nera natalizia poco ortodossa, nel senso che fugge l'effetto drammatico e plateale (tranne che in un'occasione: nella scena della stufa per la camera a gas che, invero, stona con la scena precedente, molto toccante, in cui la madre bacia i figli addormentati e pare avere trovato la serenità) e che parte da una situazione reale, quotidiana, credibile nella sua crudeltà, rendendo con intensa partecipazione (la pellicola è dedicata alla madre della regista, i brandelli autobiografici non mancano) la semplicità, i piccoli gesti, i moti umani. Nel dolore, nella miseria di tutti giorni, c'è la gioia che possono dare i figli e a Natale si ricompone, in assenza dell'odiosa figura del padre/padrone, una beata famiglia matriarcale dove l'affetto e la gioia vincono la fatica e le privazioni. Basta la neve (semplice ma portentosa, come la pellicola) a riportare la serenità, ad ammantare col suo candore l'impudicizia della terra.

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