TRAMA
Nella cittadina di Cherry Falls, qualcuno massacra i vergini liceali. Lo sceriffo, preoccupato anche per sua figlia, sospetta di una donna legata al suo passato.
RECENSIONI
L’elemento più sorprendente di questo banale teen-horror/slasher movie è la presenza alla regia dell’australiano Geoffrey Wright, il regista di Skinheads, opera dura, crudele e potente, mai edulcorata ma violenta e ambigua. La terribile sceneggiatura di Ken Selden, almeno, ribalta una convenzione di genere, dicendo che per sopravvivere non bisogna smettere di fare sesso, ma smettere di essere vergini: un ingrediente ideale per l’autoironia, che non è però nelle corde di Wright, teso a prendersi troppo sul serio e a tirare le fila di un plot prevedibile e schematico fin dalle prime battute (che anticipano colpi di scena e identità segrete). Il giallo/thriller è ulteriormente avvilito dal malaugurato doppiaggio italiano, che non è capace di giocare sull’ambiguità di genere nell’identità dell’assassino. Si salva la scena finale, mattanza nell’orgia con Panico nello Stadio.

