Drammatico, Recensione

CASCO D’ORO

Titolo OriginaleCasque d’or
NazioneFrancia
Anno Produzione1952
Durata96’

TRAMA

Tre uomini si contendono Maria, prostituta detta “Casco d’oro”, facente parte di una banda di malviventi. Sono il capobanda Leca, l’attuale fidanzato-protettore Roland e il falegname Manda, esterno al gruppo, di cui lei s’innamora.

RECENSIONI

Curioso, appassionante racconto di bande malavitose di fine ‘800, di amori impossibili e donne fatali. Jacques Becker dichiarò di aver avuto come punti di riferimento Eugène Sue e il pittore impressionista Auguste Renoir (del cui figlio Jean è stato assistente), stando più attento alla composizione figurativa, ai totali ricchi di dettagli sull'ambiente, sui costumi del periodo, al ritmo dolce e ondulante delle riprese (sembra, all'inizio, di rivedere La Scampagnata di Jean Renoir), agli sguardi sulla Natura, e meno alla scorrevolezza e al ritmo drammaturgico (questo potrebbe spiegare il fallimento dell’opera al botteghino). Un "mondo antico" che fa venire in mente anche Il Silenzio è d'Oro di René Clair, con un'atmosfera da film di Feuillade: in questa sinergia di fonti Becker ha creato qualcosa di completamente nuovo. Eccellente la prova di Serge Reggiani, mentre il carattere (realmente esistito) di dama romantica e di polso di Casco d’oro è tagliato su misura per Simone Signoret.

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